10 Gennaio 2020

Il passaggio alla nuova normativa INAIL ha mantenuto le promesse?

L’attività di Cosman può ridurre gli effetti negativi del passaggio tra vecchia e nuova normativa. Tre domande al nostro specialista ing. Pierluigi Farcomeni Coordinatore del Centro di Competenza Costi HR di Cosman.

Con l’entrata in vigore del decreto interministeriale 27 febbraio 2019 innovativo del T.U. n. 1124/1965, in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, sono state introdotte sostanziali modifiche alle tariffe dei premi in ciascuna delle quattro gestioni (industria, artigianato, terziario e altre attività). Quali sono state le ragioni che hanno mosso il legislatore?

Non è facile capire le effettive ragioni che hanno mosso il legislatore. Possiamo dire che gli obiettivi perseguiti erano molteplici. Tra questi il primo era quello di far uscire una nuova tariffa, a ben 20 anni di distanza dall’ultima tariffa, in un ambito in cui teoricamente gli aggiornamenti dovrebbero essere triennali. Un altro obiettivo perseguito era quello di semplificare la struttura riducendo il numero di voci, limitare, formalmente, i tassi, lasciando però il monte premi generale dell’INAIL inalterato ed infine possiamo dire anche di adeguare le voci all’innovazione tecnologica. A questo proposito è necessario però rilevare come alcune attività storiche come per esempio le costruzioni di sedili per veicoli continuano a non avere una voce specifica, ma ad essere assimilate a lavorazioni diverse, in questo caso a quella dei tappezzieri.

A distanza di oltre due anni che valutazione possiamo fare rispetto alle attese delle imprese?

Certamente possiamo distinguere tra aspetti positivi ed aspetti che hanno generato alcune problematiche. Tra i primi possiamo ricordare il sistema di calcolo delle oscillazioni più semplice: le formule sono solo apparentemente complesse. Importante risulta essere l’eliminazione della variabile retributiva dagli oneri, la riduzione del numero di voci e l’abolizione del sovrattasso silicosi/asbestosi. Un altro aspetto di sicuro interesse è rappresentato dalla introduzione del tasso con 2 cifre decimali. Come dicevo, la nuova tariffa ha portato però alcune problematiche come per esempio l’aumento dei premi per le aziende virtuose e questo per una serie di motivi tra cui la riduzione del range delle oscillazioni da 35% a 30% sia in positivo che in negativo, l’inserimento dei limiti di significatività forse eccessivamente elevati. La tariffa del 2000 doveva portare, col tempo, ad avere un’unica PAT per unità produttiva: poiché questa previsione non si è avverata, avere un’oscillazione legata all’andamento infortunistico per PAT e non più per voce può comportare differenze di tassazione fra due aziende a parità di altre circostanze in funzione dell’anno di costituzione dell’azienda e quindi di apertura delle PAT. Questi ed altri sono aspetti da monitorare con particolare attenzione agli effetti di eventuali accorpamenti/accentramenti contributivi, che non avrebbero portato variazioni economiche nella vecchia normativa, ma possono portarne nella tariffa 2019.

In concreto quali sono i problemi aperti per una migliore gestione da parte delle imprese dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali in relazione al più ampio tema della gestione del costo del lavoro?

Il peso delle malattie professionali ed in genere dei gradi di invalidità permanenti rende complicata la previsione corretta degli oneri INAIL per gli esercizi futuri. La non correlazione fra gli oneri pagati per l’azienda restati a carico dell’INAIL ed i premi pagati dalle aziende crea una distorsione notevole, che allontana il meccanismo dei premi dell’INAIL dai meccanismi propri delle assicurazioni generali, in quanto solo apparentemente è legato ad un sistema BONUS/MALUS legato agli oneri sostenuti dall’INAIL (ad esempio nel caso di morti senza eredi l’INAIL non paga quasi nulla, ma carica 6.000 GLE sulla situazione dell’azienda). Infine ci sono stati errori nel passaggio automatico dalla vecchia alla nuova tariffa.

Con riferimento a questi aspetti è importante ricordare come l’attività di Cosman possa ridurre tali effetti negativi, generando risorse attraverso l’analisi della correttezza del passaggio fra le tariffe, e la correttezza dell’attribuzione delle retribuzioni alle voci che hanno, a parità di codice di rischio, significati diversi nelle due normative.

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